Apple, nelle scorse settimane, ha ricevuto da parte della privacy House, un organismo bypartisan in seno al congresso americano, una formale richiesta di spiegazioni circa le norme vigenti in iTunes sulla privacy. La questione principale ruotava intorno alla geolocalizzazione. Tutto ha inizio il 21 giugno, data in cui Apple modificò i termini e le condizioni di utilizzo di App Store.
Con la modifica dei termini e delle condizioni di utilizzo nei quali Apple si attribuiva “il diritto di monitorare in tempo reale la posizione geografica dei dispositivi” per il fine (benevolo ndr) di “offrire servizi migliori e localizzati”, la società di cupertino si è vista recapitare, dal succitato organo di controllo federale americano, una interrogazione in merito al trattamento dei dati e al rispetto della privacy. La Apple ha risposto a firma del suo General Counsel Bruce Sewell (la lettera integrale a fondo articolo) dando diverse informazioni circa i dati acquisiti quotidianamente da Apple durante l’uso delle app. (continua…)









